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Volete fare del turismo "fin-de-siecle"? Immergervi in panorami languidi e romantici? Allora quello che fa per voi è l'itinerario che tocca la sponda piemontese del Lago Maggiore, ricca di ville e castelli carichi di storia, che hanno attirato qui personaggi celebri e scrittori, dal Manzoni e Stendhal, ma anche regnanti e aristocratici. Con le perle di Arona, Stresa e Verbania.
Paradisi in miniatura. Sono quelli che attirarono qui, nel secolo scorso, una larga schiera di artisti, poeti, filosofi e aristocratici viaggiatori europei, da Alessandro Manzoni a Stendhal. Uno di loro, lo storico francese Hippolyte Taine, così esprimeva il suo entusiasmo per queste terre: "In nessun'altra parte l'Italia è così bella". Siamo lungo le rive del Lago Maggiore, il secondo della penisola, e prima tappa del "Gran Tour" italiano, immancabile destinazione del turismo internazionale più aristocratico tra Ottocento e Novecento, tra natura e cultura, ricco di ville e castelli, parchi e giardini, che lasciano morbidi riflessi sulle acque del lago. Ed è anche un lago che incrocia territori diversi: la riva occidentale, che noi seguiremo questa settimana, appartiene al Piemonte (Novara e Verbania), quella orientale alla Lombardia (Varese), le sponde della parte più settentrionale al Canton Ticino (Svizzera).
Il Lago Maggiore è il più occidentale dei grandi laghi alpini. Con i suoi 212 chilometri quadrati di superficie è il secondo per estensione tra i laghi italiani dopo il Lago di Garda. Si incunea tra le montagne tra Piemonte e Lombardia e si allunga fino alle Alpi svizzere. Favorito dalla mitezza del clima, sia in estate che in inverno, è dotato di ottime attrezzature alberghiere e di numerosi campeggi, che ne hanno fatto una meta turistica assai frequentata. Sulle sue acque è assai sviluppata la navigazione, soprattutto a scopi turistici, con moderni battelli e veloci aliscafi.
Il nostro itinerario parte da Arona, già stazione romana e nel medioevo dominio dei Borromeo (1538-84) ed oggi importante centro commerciale e turistico sulla riva occidentale. Qui si trova, su un colle alle spalle della città, il monumento più importante dedicato al patrono principale del lago, San Carlo Borromeo, vescovo di Milano, che qui nacque nel 1538. L'interno è visitabile e vi sono due scale che portano nella testa, dove vi possono stare 6 persone e da cui è possibile guardare, attraverso gli occhi e le orecchie della statua, il fantastico panorama del lago.
Tra Stresa e Baveno, nel tratto del lago che si sporge verso il lago di Mergozzo, si trova l'arcipelago delle Isole Borromee, tradizionale meta turistica, collegate a Stresa ogni mezz'ora dai battelli della Compagnia Lago Maggiore. Sono tre isolette, differenti una dall'altra per bellezze e caratteristiche. La più nota è l'Isola Bella, che evoca da lontano la forma di un vascello. Qui nel 1670 il conte Vitaliano Borromeo iniziò la costruzione di un monumentale palazzo barocco, Palazzo Borromeo ricco di inestimabili opere d'arte, arazzi, mobili e quadri, adornato da una maestosa scenografia di giardini all'italiana che ancor oggi documentano gli splendori di un'epoca. La più grande delle Borromee è invece la verdissima Isola Madre, un'isola-giardino dall'atmosfera raccolta e incantata, ricca di piante rare e fiori esotici nel quale, in piena libertà, vivono pavoni bianchi, pappagalli e fagiani d'ogni varietà. Identica a com'era una volta è rimasta invece l'Isola dei Pescatori, il cui fascino è dovuto proprio all'arcaica semplicità e al rustico candore delle sue case e delle strette viuzze che la attraversano.
Il nostro breve itinerario si conclude ad Intra, la località più popolosa tra quelle che compongono Verbania. Si presenta subito con l'alta cupola e lo snello campanile della chiesa di San Vittore. Molto bella è anche la montagna alle spalle dell'abitato, dove ogni paese è un balcone naturale sul lago. Intra, in gran parte moderna, è stazione climatica ma anche cittadina industriale. Il caratteristico imbarcadero, dalla tipica architettura di fine ottocento, manifesta la vocazione che questa città ha da sempre avuto per la navigazione. Intra è infatti uno dei maggiori scali del lago. Da qui partono i traghetti che collegano la sponda lombarda a quella piemontese raggiungendo Laveno.