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L'itinerario di questa settimana tocca una delle regioni più belle e affascinati del Piemonte, il Monferrato. Attraversa tre province (Asti, Alessandria e Cuneo) ed è ricca di tesori artistici e gastronomici.
Un itinerario prelibato, tra vini e cibi considerati tra i migliori d'Italia. E' quello che parte da Asti e ci porta all'interno del Monferrato, regione collinare del sud del Piemonte che fa a gara con le vicine Langhe ed il Roero per contendersi il primato di area enogastronomica principe. Una regione che stupisce per bellezza e complessità, tutta da apprezzare. Il fiume Tanaro le attraversa tutte e tre ma non le divide. La delimitazione territoriale, invece, ha origini storiche e commerciali, ma inutilmente si cercherebbe sulla carta geografica una linea divisoria che le metta in evidenza.
Punto di partenza è la città di Asti, centro della più prestigiosa regione vinicola d'Italia, il cui nome è legato alla fama del suo spumante dolce. Oltre ad essere una tranquilla e nobile città, con torri medioevali, eleganti chiese e caldi tetti rossi. Appena a nord della stazione ferroviaria principale si trova la Piazza del Campo del palio, che è la piazza più grande di Asti e sede dell'annuale corsa dei cavalli che si tiene a fine settembre in concomitanza con la locale fiera del vino e rivaleggia con quella più celebre di Siena. Più oltre si apre la triangolare Piazza Alfieri, con al centro una statua commemorativa del famoso poeta e drammaturgo Vittorio Alfieri, la cui casa natale è l'odierno Palazzo Alfieri.
Da Asti il nostro viaggio prosegue con l'immersione delle dolci colline del Monferrato. Prima tappa Casale Monferrato, antica capitale della regione. Casale è una delle più interessanti città d'arte del Piemonte, definita "città barocca" per i molti palazzi e chiese, con i loro pregevoli interni, di periodi diversi. Su tutti spicca il Duomo romanico (secoli XII e XIII), uno dei monumenti più antichi della città e della provincia di Alessandria, la cui fondazione viene fatta risalire al re Liutprando.
Tornando verso Asti, una dozzina di chilometri a sud di Casale, ecco Moncalvo, centro di origine romana che fu nel corso dei secoli proprietà della Chiesa di Asti, della famiglia Graffagni, del Marchese del Monferrato, che ne fece la propria capitale, subì varie occupazioni straniere e divenne da ultimo dominio dei Gonzaga di Mantova. Nel suo centro numerosi i palazzi e le chiese da visitare, tra cui spiccano il Palazzo del Municipio, ricavato da un ex Convento di Monache Orsoline nel secolo XVII su impianto preesistente, il seicentesco Palazzo dal Pozzo, Casa Lanfrancone, con resti di facciata gotica del secolo XIII, la romanica Chiesa di San Pietro in Vincoli, detta "La pieve" con sulla parete esterna una lapide romana del III secolo in calco (l'originale è presso la Biblioteca Civica). Da vedere anche i resti del Castello medievale, residenza dei Marchesi del Monferrato.
Ma l'aspetto più spettacolare del Monferrato sono soprattutto i suoi numerosi castelli. Del resto la sua posizione strategica e le continue lotte feudali imponevano l'edificazione di possenti strutture difensive. Ce ne sono moltissimi intorno a Casale, costruiti soprattutto introno all'XI-XII secolo, quasi tutti di proprietà privata. Da segnalare soprattutto quello di Camino, dieci chilometri a nord di Casale. Il maniero, considerato il più bello e imponente fra tutti quelli della regione, è stato eretto intorno al Mille dai primi marchesi aleramici a difesa delle pianure solcate dal Po e dallo Stura. Dalla poderosa altissima torre quadrangolare si gode un vastissimo panorama sul Monferrato e sulla valle del Po, fino alla cerchia delle Alpi.
Ma da sempre il Monferrato ? che si divide fra le provinci di Asti, Alessandria e Cuneo - fa rima soprattutto con buona cucina. A partire dal suo prodotto più tipico, il tartufo, ben noto fin dai tempi più lontani è stato sempre presente sulle tavole più raffinate, tanto da meritarsi l'appellativo di diamante della cucina. La specie di tartufo più pregiato è il tartufo bianco detto "Tuber magnatum pico" che prospera nelle colline del Monferrato (Murisengo con la sua sagra ne è un po' la capitale). La raccolta di questo prezioso tubero ha inizio verso la metà di ottobre e prosegue fino ad inverno inoltrato. Tra i molti piatti cella cucina del Monferrato; che pur essendo preparati con ingredienti "poveri" offrono al palato del buongustaio sapori deliziosi, vanno citati il "bagnet", saporita salsa verde per accompagnare il trionfo dei bolliti, la "bagna cauda", succulento intingolo a base di olio, aglio e acciughe, ideale per le verdure crude, e la "paniscia" e la "cisrà", a base di riso e di ceci. Le produzioni vinicole fanno fanno capo a vini di grande rilievo come il Grignolino, la Freisa, le Barbere, i Moscati, il Malvasia e il Brachetto.